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«Fai risplendere anche su di noi, peccatori, la Tua luce eternamente viva…»

Vi รจ qualcosa di profondamente antico e, nello stesso tempo, sempre nuovo in questa invocazione che oggi la liturgia della Chiesa Ortodossa innalza al Cielo. La Trasfigurazione del Signore non รจ il semplice ricordo di un evento lontano, ma l'irruzione della Luce Divina nel tempo: un'esplosione di grazia che squarcia il velo della nostra quotidianitร  e ci conduce spiritualmente sul monte Tabor, lร  dove l'Eterno irrompe nella storia e Dio lascia contemplare la gloria nascosta della Sua umanitร .

Sul Tabor gli Apostoli non assistettero a un fenomeno naturale nรฉ a un semplice splendore sensibile: essi furono resi partecipi della Luce increata, manifestazione delle Energie Divine, mediante le quali il Dio trascendente si comunica realmente alla creazione senza che la Sua Essenza rimanga circoscritta o accessibile. Quella luce non appartiene all'ordine del creato: รจ la gloria stessa di Dio che si rende contemplabile.

San Gregorio Palamas dedicรฒ la propria vita alla difesa di questa esperienza spirituale vissuta dagli esicasti del Monte Athos, affermando con forza che la luce contemplata dai santi trascenda ogni realtร  creata, perchรฉ รจ Dio stesso che si dona attraverso le Sue Energie increate. Non si tratta di una metafora, ma della reale partecipazione dell'uomo alla vita divina, senza confusione tra Creatore e creatura.

Questa Teologia della Luce trova la sua piena espressione nei Divini Misteri della Chiesa. 

Quando ci accostiamo alla Santissima Eucaristia, non partecipiamo semplicemente a un rito commemorativo, ma riceviamo il Corpo e il Sangue del Signore glorificato. Le Sue Energie increate penetrano tutto il nostro essere, purificando ciรฒ che il peccato ha oscurato e trasfigurandolo nella comunione vivificante con Dio. L'Eucaristia diviene cosรฌ il principio della nostra trasformazione, l'inizio concreto di quella vita eterna che la Chiesa giร  pregusta nella liturgia.

รˆ questo il mistero della “Teosi”, il cuore della spiritualitร  Cristiana Ortodossa: l'uomo รจ chiamato a diventare per grazia ciรฒ che Dio รจ per natura, partecipando realmente alla Vita Divina senza mai cessare di essere creatura. La Divinizzazione non annulla l'uomo, ma lo porta al pieno compimento della propria vocazione, restaurando in lui l'immagine e conducendolo verso la somiglianza con il suo Creatore.

Proprio qui emerge una delle differenze teologiche piรน significative tra l'Oriente Ortodosso e l'Occidente Cattolico-Romano

A partire dalla riflessione della Scolastica, culminata nell'opera di San Tommaso d'Aquino, la teologia latina ha descritto abitualmente la grazia santificante come un dono creato (“gratia creata”), ossia un abito soprannaturale infuso da Dio nell'anima, pur affermando al tempo stesso la reale presenza dello Spirito Santo nel credente. La tradizione Ortodossa, invece, seguendo l'insegnamento di san Gregorio Palamas, interpreta la partecipazione dell'uomo alla Vita Divina come una reale comunione con le Energie divine increate, distinguendole realmente dall'Essenza divina, che rimane assolutamente trascendente e incomunicabile.

Ne consegue anche una diversa accentuazione nella comprensione dei Sacramenti. La teologia Cattolica vede nei Sacramenti strumenti efficaci della grazia, ordinati alla santificazione dell'uomo e al suo definitivo compimento nella visione beatifica. L'Oriente Ortodosso, senza negare questa finalitร  escatologica, pone maggiormente l'accento sul carattere giร  presente della Trasfigurazione: nell'Eucaristia il fedele entra realmente in comunione con le Energie Divine increate e comincia fin da questa vita il cammino della deificazione.

Cosรฌ la Trasfigurazione celebrata oggi diviene la promessa piรน audace del destino umano: la certezza che le nostre esistenze, pur segnate dal peccato e dalla fragilitร , sono chiamate a essere illuminate, abitate e trasfigurate dalla Luce increata. 

Ciรฒ che gli Apostoli contemplarono sul Tabor non appartiene soltanto al passato della storia della salvezza, ma anticipa il destino di ogni uomo che si unisce a Cristo nella vita della Chiesa. 

Questa รจ la speranza che oggi illumina la nostra fede: essere resi partecipi della gloria divina, perchรฉ la Luce eterna risplenda giร  ora nei nostri cuori e ci conduca alla comunione senza fine con il Dio Uno e Trino.

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Bibliografia essenziale

San Gregorio Palamas, Triadi in difesa dei santi esicasti (Triadi), trad. it., varie edizioni.

John Meyendorff, Introduzione allo studio di Gregorio Palamas, trad. it., Claudiana, Torino.

Vladimir Lossky, La teologia mistica della Chiesa d'Oriente, Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), Bologna.

Dumitru Stฤƒniloae, Teologia Dogmatica Ortodossa, voll. I-III, trad. it., Edizioni Dehoniane Bologna (EDB).

Georgios I. Mantzaridis, La divinizzazione dell'uomo. San Gregorio Palamas e la tradizione ortodossa, Edizioni Dehoniane Bologna (EDB).

Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I-II, qq. 109-114; III, qq. 60-65.

Concilio di Trento, Sessione VI (Decretum de Iustificatione) e Sessione VII (De Sacramentis).

Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 1987-2029 (La grazia) e nn. 1210-1666 (I Sacramenti).

Mineiul pe August, Schimbarea la Faศ›ฤƒ a Domnului (Mineo del mese di agosto), Patriarhia Romรขnฤƒ, Bucureศ™ti.

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